Il radicamento

Ulivo01

Scrive Lowen (1990,  89): “noi esseri umani siamo come gli alberi: radicati al suolo con una estremità, protesi verso il cielo con l’altra, e tanto più possiamo protenderci quanto più forti sono le nostre radici terrene. Se sradichiamo un albero, le sue foglie muoiono; se sradichiamo una persona la sua spiritualità diventa una astrazione senza vita”.

Ho scelto di parlare di radicamento anziché di “grounding” (come invece fa Lowen) in quanto in Psicoterapia della Gestalt questo termine ha una connotazione più ampia: il termine “ground” dell’esperienza si riferisce, infatti, a tutti quegli elementi, siano essi sensazioni, immagini, pensieri che sono la base, lo sfondo di una esperienza e che permettono la formazione della figura e la continuazione nella curva del contatto (Kepner, 1997).

Il radicamento, invece, si riferisce alla sensazione che i nostri piedi appoggino a terra e che il suolo su cui appoggiamo ci sostiene: il contatto che abbiamo con il suolo determina il senso di sicurezza interiore rispetto a ciò che stiamo affrontando. Supponiamo di stare camminando su un sentiero fangoso e paludoso, o meglio sul ciglio di una strada cedevole: certamente la nostra attenzione è concentrata su come appoggiamo i piedi, facciamo molta attenzione a non scivolare o cadere. Al contrario, se camminiamo per casa, il pavimento è conosciuto, ma anche liscio e regolare, non ho bisogno di concentrarmi su come metto i piedi. Percepire il suolo determina il senso di sicurezza interiore rispetto a ciò che stiamo affrontando. E’è qualcosa di appreso fin da bambini, diviene un “contatto scontato” (Spagnuolo Lobb, 2001, 116), a volte però questa sicurezza viene a mancare: linguisticamente potremo usare la parola de-stabilizzare ossia “togliere la solidità”. Di più, molti modi di dire fanno riferimento alla esperienza corporea del sentire o meno il contatto con il suolo: “mi è mancata la terra sotto i piedi” (nel caso di una situazione improvvisa e inaspettata, in genere con una connotazione negativa), “quel tipo non ha i piedi per terra” (quando ci riferiamo ad una persona che non è in contatto con la realtà). Se il contatto dei piedi con il pavimento è solido ci sentiamo sicuri di noi stessi, altrimenti ci possiamo ritrovare ad essere dipendenti da altre persone per la nostra integrità.

Il lavoro sul radicamento significa lavorare sulla sensibilità dei piedi e delle gambe, il divenire consapevoli della loro posizione per valutare se effettivamente è quella migliore. Essere ben radicati a terra significa avere una buona consapevolezza del proprio peso e, come afferma Ruella Frank, (2005, 64-65) “un’esperienza di fondo del peso corporeo ci conferisce la nostra unica e continua modalità di essere e comportarci, il nostro particolare stile di orientamento”. Questo significa che, lavorando sul radicamento, in realtà lavoriamo su tutto il corpo, poichè automaticamente cambia la percezione della distribuzione del peso di tutte le parti corporee.


Lascia un commento